|
E se invece di Beethoven dicessimo, il “Maestro per eccellenza”, quello che sa tante cose e non le nasconde ma ti mette alla prova continuamente e pretende che tu le scopra, con le spalle grosse per difendersi e farsi rispettare anche dagli alunni più indisciplinati, colui che ti insegna le basi per tutto quello che vorrai imparare dopo e da cui sempre , ogni volta che tornerai, imparerai...?
E se invece di “Eroica” dicessimo, “ un capolavoro” con cui noi tutti siamo cresciuti e che abbiamo voglia di esplorare un po’ più da vicino per conto nostro, come se avessimo rubato la Vergine delle Rocce di Leonardo dal Louvre per una notte di contemplazione clandestina nel salotto di casa nostra?
E se dicessimo “liberi di suonare a occhi chiusi, liberi di suonare di notte in un prato, liberi di perdersi, ascoltare un po’ gli altri che vanno avanti per poi ricominciare appena ci viene in mente come fa la nostra parte o continuando sulla linea melodica del nostro vicino, o liberi di saperla davvero tutta e potersi sbarazzare di quel foglio di carta che vola sempre via con il vento, liberi di suonare con il vento...e magari tutto questo soltanto alle prove -perchè al concerto si può tranquillamente suonare con le parti tanto non si deve dimostrare proprio nulla a nessuno...-?
E poi magari andare a risuonare lo scherzo sparpagliandosi al buio in mezzo pubblico per fargli sentire come vibrino gli strumenti da vicino, come sia trovarsi dentro un’orchestra che suona e sentire noi a nostra volta l’energia di chi ci ascolta ancora più da vicino...?”
Lorenza
|